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Mostra “Belisario Corenzio: il pittore greco di Napoli”

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L’Istituto Italiano di Cultura di Atene, in collaborazione con la Fondazione Banco di Napoli – Museo Archivio Storico, con il patrocinio del Ministero della Cultura – Direzione Generale Archivi e della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania, è lieto di invitarvi alla mostra

Il pittore greco di Napoli

Belisario Corenzio nei documenti dell’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli

Inaugurazione: 26 febbraio, ore 18:30

E’ richiesta la registrazione utilizzando il modulo disponibile qui sotto.

Istituto Italiano di Cultura (Patission 47)

 

INTERVENGONO

Francesco Neri, Direttore Istituto Italiano di Cultura di Atene

Marcello D’Aponte, Presidente Fondazione Museo Archivio Storico del Banco di Napoli

Panagiotis Ioannou, Professore di Storia dell’Arte, Università di Creta

 

Orari di apertura dal 27/2 al 31/3:

Lunedì>Giovedì: 10:00>18:30

Venerdì: 10:00>16:00

Sabato: 10:00>13:00

Ingresso libero

 

Le scritture dell’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli delineano la figura di Belisario Corenzio (Acaia, 1558), pittore greco trasferitosi a Napoli, dove trovò fortuna non senza le turbolenze di un carattere impetuoso. Le carte lo restituiscono come protagonista della vita artistica e istituzionale della Napoli del Seicento, illuminandone il ruolo nella scena cittadina.

Si registrano pagamenti per affreschi, acquisti di materiali e spese private, trasformando, come da loro natura, le scritture contabili in una preziosa cronaca biografica e storico-artistica grazie alle causali di pagamento trascritte su polizze, volumi di bancali e giornali copiapolizze.

La genesi di queste scritture si rintraccia in un innovativo strumento di pagamento utilizzato dagli antichi banchi pubblici sorti a Napoli a partire dal XVI secolo. Si tratta della fede di credito, foglio di carta su cui veniva annotato mittente, destinatario, importo e causale di pagamento. Su una stessa fede era possibile effettuare successivi prelievi e versamenti, documentati tramite polizze, come quelle esposte in mostra, datate 1615 e 1617.

A partire dalla seconda metà del XVIII secolo, le fedi di credito e le polizze estinte vennero raccolte direttamente nei volumi di bancali, come quelli del 1806 e del 1810.

Nei secoli precedenti, invece, l’estinzione avveniva solo dopo la trascrizione delle causali nei giornali copiapolizze, i registri del 1603, 1604, 1607 e 1610.

Nel sistema dei banchi le causali di pagamento sono collegate ad altri due tipi di informazioni contenute in rispettivi volumi (non presenti in mostra): la pandetta, antica rubrica dei nomi, e il libro maggiore, che registra le operazioni contabili divise nelle colonne “dare” e “avere”.

Prenota evento

  • Organizzato da: Istituto Italiano di Cultura di Atene
  • In collaborazione con: Fondazione Banco di Napoli – Museo Archivio Storico, Ministero della Cultura – Direzione Generale Archivi, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania