Nell’ambito del Festival di Atene-Epidauro, l’Istituto Italiano di Cultura di Atene è lieto di presentare lo spettacolo
Il Vangelo di Cassandra
di Dimitris Dimitriadis
con Gemma Hansson Carbone
04/07, ore 22:00
05/07, ore 21:00
Dopo anni di intensa ricerca su Morire come un paese di Dimitris Dimitriadis, Gemma Hansson Carbone prosegue il suo dialogo creativo con l’opera dello scrittore, presentando quest’anno al Festival Il Vangelo di Cassandra. In questo lavoro, l’attrice e regista italo-svedese si addentra ulteriormente nell’universo di Dimitriadis – uno scrittore che utilizza il linguaggio e la voce come strumenti di evocazione e risveglio – incarnando personalmente il testo in un evento vocale e fisico in cui tutto si trasfigura in un inno. In quest’opera, Cassandra non è più la profetessa maledetta di un futuro inaccessibile, condannata a non essere mai creduta. Diventa invece la custode, la voce e il corpo di un mondo radicalmente nuovo, nel quale gli opposti si riconciliano, la negazione svanisce e il desiderio trova il proprio posto come forza generatrice di vita. Nell’approccio della Carbone, il testo prende corpo attraverso la voce, il respiro e il movimento, mentre il corpo stesso diventa il luogo in cui il linguaggio muore e rinasce. Come osserva la regista: «La parola non è mai qualcosa da recitare, ma qualcosa che si attraversa».
Attraverso sequenze circolari che esplorano nuovi piani gravitazionali e antichi schemi cinetici, la coreografa Gloria Dorliguzzo e Gemma Hansson Carbone ricercano una fisicità che oscilla tra squilibri e chiasmi, portando in scena la tensione tra genesi e distruzione, eros e negazione, passato e presente. La scenografia di Alessandro Panzavolta e Francesco Tedde costruisce un ambiente aperto e immersivo – il Mondo dell’Adesso – nel quale Cassandra e il pubblico condividono uno spazio fatto di luce, riflessi e suono diffuso. L’ampia distesa di tessuto che la avvolge funziona come una seconda pelle, estendendosi al tempo stesso come costume e installazione, e dispiegandosi verso il pubblico fino a coinvolgerlo nello spazio della performance. La sua voce attraversa questo ambiente come una forza che supera i limiti fisici del corpo – un corpo che si muove all’interno del linguaggio e, allo stesso tempo, lo oltrepassa.
Dopo secoli di silenzio e incredulità, Cassandra si riappropria della propria voce – non per essere creduta, ma per essere ascoltata – e ci invita ad abitare un mondo rinato grazie alla forza profetica della poesia, del movimento e del desiderio.